Google ha annunciato una novità significativa per editori e professionisti SEO: i siti web potranno scegliere di escludersi dall'AI Search — cioè da AI Overviews e AI Mode — senza perdere la propria presenza nei risultati di ricerca tradizionali.
Una possibilità che molti publisher attendevano da quando Google ha iniziato a integrare risposte generate dall'AI direttamente in cima ai risultati di ricerca.
Come funziona l'opt-out
Google sta introducendo un toggle dedicato nella Google Search Console. Quando attivato, il sito viene escluso da:
- AI Overviews — i riquadri con risposte generate dall'AI che appaiono sopra i risultati organici
- AI Mode — la modalità di ricerca completamente basata su AI
- AI Overviews in Google Discover
Il punto chiave: l'opt-out non tocca i risultati organici classici. Il sito continua ad apparire normalmente su Google Search e nel feed Discover standard.
Nessuna penalizzazione sul ranking
Google ha dichiarato esplicitamente che la scelta di escludersi dall'AI Search non verrà usata come segnale di ranking. In altre parole, optare fuori non penalizza il posizionamento organico del sito.
Una precisazione importante, perché molti publisher temevano che rifiutare di contribuire all'AI di Google potesse comportare conseguenze sulla visibilità complessiva.
Nuovi dati nella Search Console
Insieme all'opt-out, Google sta introducendo anche nuove statistiche specifiche per l'AI Search:
- Impressioni generate da AI Overviews e AI Mode
- Quali pagine appaiono nelle risposte AI
- In quali paesi il sito viene mostrato nei risultati AI
Dati che finora mancavano del tutto, rendendo impossibile capire quanto traffico — o mancato traffico — arrivasse dall'AI Search.
Perché Google lo sta facendo ora
La mossa non è del tutto spontanea. Come riportato da TechCrunch, l'annuncio arriva in risposta a requisiti regolatori del Regno Unito, che obbligano Google a offrire ai publisher un meccanismo di opt-out dall'aggregazione dei contenuti nell'AI Search.
Il rollout inizia quindi in UK con un gruppo ristretto di publisher prima di espandersi globalmente. Una strategia cauta, ma che segnala una direzione precisa: il diritto dei siti di scegliere come i propri contenuti vengono usati dall'AI.
Cosa significa per chi fa SEO
Questa novità apre un dilemma concreto per chi gestisce siti web:
Restare nell'AI Search significa essere citati nelle risposte AI — con potenziale visibilità, ma spesso senza click diretto al sito. Le AI Overviews rispondono alla domanda dell'utente direttamente in SERP, riducendo la necessità di cliccare sui risultati.
Uscire dall'AI Search significa rinunciare a quella visibilità, ma recuperare potenzialmente traffico diretto — perché gli utenti che non trovano la risposta nell'AI dovranno cliccare sui risultati organici.
La scelta giusta dipende dalla tipologia di sito: per chi vive di traffico informazionale (blog, guide, approfondimenti), l'AI Search sta erodendo le visite. Per chi ha contenuti transazionali o di servizio, la situazione è più sfumata.
Con i nuovi dati della Search Console finalmente disponibili, sarà possibile misurare l'impatto reale dell'AI Search sul proprio sito — e prendere la decisione sull'opt-out in modo informato, non a scatola chiusa.